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    June 26

    novecento...

    "Tutta quella città, non se ne vedeva la fine...per
    cortesia, la fine, si potrebbe vedere la fine?!?!?
    E il rumore..
    Su quella maledettissima scaletta era tutto molto
    bello..ed io ero grande nel mio cappotto cammello,
    facevo un figurone, ed ero sicuro che sarei sceso,
    garantito, non c'era problema...
    Ma poi...primo gradino, secondo gradino, terzo
    gradino...
    Primo gradino, secondo gradino..
    Non fu quello che vidi che mi fermò, fu quello che non
    vidi...quello che non vidi...
    Riesci a capirlo???.quello che non vidi...
    La cercai.. la cercai ma non c'era, in tutta quella
    sterminata città c'era tutto ma non c'era una fine.
    Quello che non vidi è dove finiva tutto quello. La
    fine del mondo...

    Prova ad immaginare un pianoforte..:i tasti iniziano,
    i tasti finiscono. Tu sai che sono 88 e su questo
    nessuno può fregarti...Non sono infiniti loro, Tu sei
    infinito e su quegli 88 tasti infinita è la musica che
    puoi suonare..Questo a me piace, questo sì, si può
    vivere..

    Ma se salgo su quella scaletta e davanti a me si
    srotola una tastiera con milioni di tasti, milioni e
    miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la
    verità, che non finiscono mai..beh, allora quella
    tastiera è infinita..ma se quella tastiera è infinita
    non c'è musica che puoi suonare...ti sei seduto sul
    seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui
    suona Dio..
    Ma le vedevi le strade????.
    Anche solo le strade, ce n'erano a migliaia...come
    fate voi laggiù a sceglierne una???..
    A scegliere una donna...
    Una casa che sia la vostra, un paesaggio da guardare,
    un modo di morire....
    Tutto quel mondo addosso che nemmeno sai dove
    finisce...o quanto ce n'è...
    Ma non avete paura, voi altri, a finire in mille pezzi
    solo a pensarla quell'enormità??..a viverla...

    Io sono nato su questa nave..ed anche qui il mondo
    passava, ma a non più di duemila persone per volta...E
    di desideri ce n'erano, sì...ce n'erano ma non più di
    quanto possano stare su di una nave fra una prua ed
    una poppa...Suonavi la tua felicità su di una tastiera
    che non era infinita..
    Io ho imparato a vivere così...la terra, quella è una
    nave troppo grande per me. E' un viaggio troppo
    lungo.E' una donna troppo bella.E' un profumo troppo
    forte. E' una musica che non so suonare.

    Perdonami amico ma io non scenderò da questa nave, non
    scenderò..al massimo, posso scendere dalla mia
    vita..."

    (tratto da "Novecento" di Alessandro Baricco)